Origini dell'Impero cinese

Arte della Guerra Sun TzuDopo secoli di dure lotte, verso la fine del V secolo a.C. nel territorio cinese rimasero sette Stati principali a contendersi il potere, dando inizio a ciò che è conosciuto con il nome di Stati Combattenti della Cina. Nonostante ci fosse ancora un sovrano, re Zhou, la cui carica sarebbe rimasta fino al 256 a.C., la sua era una figura puramente formale, priva di qualsiasi potere.  Il periodo degli stati combattenti fu estremamente florido per la civiltà cinese: si assistette al sorgere delle più importanti filosofie e scuole di pensiero della storia della Cina, tanto da venir definito il periodo delle Cento Scuole: Confucianesimo, Taoismo e Legalismo si svilupparono e consolidarono in questo periodo.

Il ferro si sostituì al bronzo come principale metallo da usare in battaglia e le tecniche militari si evolsero e si fecero più raffinate: è a questo periodo che risale “L’arte della guerra” di Sun Tzu, opera tutt’oggi conosciuta come la più antica ed influente guida di strategia militare. I sette stati in guerra continuarono a lottare con alterni rovesci di fortuna, ma verso la fine del periodo, il potere dello Stato di Qin crebbe smisuratamente, in parte grazie all’adozione delle rigide dottrine del Legalismo che trasformarono l’arretrato regno in uno più avanzati. Nonostante il tentativo degli altri sei stati di formare un’alleanza contro tale Stato,  quest’ultimo riuscì comunque ad avere la meglio sui suoi avversari e in soli 50 anni, affermò la propria egemonia, sconfiggendo uno dopo l’altro tutti gli eserciti nemici grazie soprattutto al generale Wang Jian, abile stratega e genio militare. Nel 221 a.C. lo Stato di Qin potè così ultimare l’unificazione della Cina sotto il dominio della nascente dinastia.

Incredibile come questa dinastia che regnò soltanto 12 anni riuscì a plasmare e a trasformare un territorio così vasto, influenzandone così profondamente la cultura con effetti che, ancora oggi, non cessano di destare meraviglia.  Il sovrano dei Qin, Shi Huangdi, fu il primo a fregiarsi del titolo di “Imperatore” che sarebbe poi stato usato da tutte le successive dinastie fino al 1912. Verrà conosciuto nella storia come Qin Shi Huang  il Primo Imperatore, un personaggio più che importante per la storia del Paese (si bada che questo non è l'Imperatore Giallo, vissuto nel periodo delle antiche dinastie cinesi). Egli decise di sostituire il sistema semi-fuedale utilizzato dalla dinastia Zhou con un sistema fortemente centralizzato. Per raggiungere questo obiettivo, il sovrano si affidò ai rigidi metodi propagandati dalla filosofia del legalismo: il sistema di scrittura dello Stato di Qin fu esteso a tutto l’Impero, i codici legali e le procedure burocratiche vennero unificati, così come vennero unificate la moneta e le unità di misura.

Per zittire ogni possibile critica all’impero, Shi Huangdi esiliò o fece uccidere molti scolari confuciani ed emanò l’ordine di bruciare tutti i loro libri classici. Per prevenire ogni possibile rivolta, fece confiscare tutte le armi e distrusse tutte le fortificazioni che prima demarcavano i confini dei sei stati. Introdusse inoltre il sGrande Muragliaervizio militare forzato per tutti i maschi tra i 17 e i 60 anni e fece uso di questa forza militare per espandere i confini dell’impero sia a nord che a sud. Per arginare le invasioni delle popolazioni barbariche del nord, in particolare dei Xiongnu, decise di unificare tutte le precedenti mura di fortificazione a settentrione in un unico muro ininterrotto, creando così la prima Grande Muraglia cinese (l’attuale Grande Muraglia è frutto di ricostruzione ed espansioni effettuate durante la dinastia Ming).

Negli ultimi anni della sua vita, il comportamento dell’Imperatore si fece progressivamente più erratico e fu caratterizzato dal continuo tentativo di ricerca dell’elisir d’immortalità, tuttavia fu proprio l’ingestione di queste misture contenenti mercurio e altre sostanze velenose che lo condussero alla morte nel 210 a.C. Anni prima, Qu Shi Huangdi aveva deciso di stabilire la capitale del suo Impero nella città di Xianyang, oggi nota come Xì' an (anche conosciuta come Sian). Poco lontano, si fece erigere una tomba maestosa ordinando la costruzione dell’esercito di terracotta che venne posto a difesa della tomba per proteggere il passaggio del sovrano nell’aldilà. Con l’improvvisa morte dell’imperatore, seguita dalla sanguinosa e fatale lotta per la successione, la dinastia Qin finì col trovarsi priva di eredi e nel caos più completo: in poco tempo le rivolte si moltiplicarono e culminarono con la battaglia di Julu che segna la fine della dinastia Qin e la nascita della dinastia Han.

 

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