Antiche dinastie cinesi

Dinastia Shang, rituale La fonte più antica ed esaustiva a cui si fa riferimento nel ritracciare la storia dell’impero cinese è rappresentata dalle “Memorie di uno storico”, opera monumentale compilata nel II secolo a.C. dallo storiografo di corte Sima Qian. Secondo quest’opera le origini dell’impero celeste risalirebbero ai Tre Augusti e i Cinque Imperatori che avrebbero governato la Cina nel periodo che va dal 2800 al 2200 a. C. circa, ovvero il lasso di tempo che precede la dinastia Xia.

I Tre Augusti sono visti come semi-dei che fecero uso dei loro poteri magici per portare sostanziali migliomenti alla popolazione cinese e sono numerose le fonti che ne descrivono le gesta. Le leggende si concentrano per lo più sul loro ruolo di progenitori dell’umanità, su come crearono il metodo dell’ “Yi Jing” (più conosciuto in Italia con il nome di “I King”) nonchè su come insegnarono agli uomini a coltivare la terra, ad impiegare le piante a scopo medicinale ed a commerciare. Tutti vissero fino ad età molto avanzata e regnarono in un periodo di grande pace.

I Cinque Imperatori sono invece dipinti come saggi sovrani semi-mitologici ed eccelsi esempi morali. L’Imperatore Giallo Huang Di  è il primo e probabilmente il più importante in quanto sarebbe il fondatore dell’etnia degli Han, quella a cui appartengono i cinesi propriamente detti, egli viene definito nella storia come un eroe culturale e una figura leggendaria. Tutti questi imperatori erano con tutta probabilità governanti di tribù o persone che contribuirono in modo significante al benessere della comunità.

Le Memorie continuano poi descrivendo come con la dinastia Xia (2200-1600 a.C) si sia visto il sorgere del sistema dinastico con passaggio ereditario e come tale modello si sia poi perpetuato attraverso le successive dinastie Shang (1600-1050 a.C) e Zhou (1066-771 a.C). Nonostante lo storico Sima Qian abbia datato la fondazione della dinastia Xia al 4200 a.C., gli studiosi sono più inclini a considerare il periodo attorno al 2000 a.C. come verosimile inizio. La difficoltà nello stabilire una precisa datazione deriva dal fatto che è probabile che le tre dinastie vissero momenti di sovrapposizione e che le successive Shang e Zhou furono inizialmente stati vassalli. La mancanza di precisione nella cronologia e negli eventi riportati porta gli studiosi ad avere scarse informazioni ed una povera comprensione della dinastia Xia, tanto che alcuni sono ancora scettici riguardo alla sua effettiva esistenza.

Una datazione molto più dettagliata si ha per la dinastia Shang, grazie soprattutto ai ritrovamenti effettuati da un’equipe di archeologi negli anni ’70 quando furono portate alla luce ossa oracolari con iscrizioni a scopo divinatorio. La dinastia Shang, che si crede sia stata fondata dal ribelle che rovesciò l’ultimo sovrano Xia, regnò nella regione nord orientale della Cina, nella valle del Fiume Giallo. La dinastia che con i suoi 31 re dominò la Cina dal 1600 al 1000 a.c. circa, viene normalmente divisa in due periodi: il primo (1600-1300) meno evoluto e circondato da incertezze per via della mancanza di precisi dati storici ed il secondo (1300-1000) definito come la vera età dell’oro e caratterizzato da una civiltà culturalmente e tecnologicamente avanzata, come testimoniano i numerosi ritrovamente di artefatti ed utensili nelle tombe dell’epoca. A causa del fatto che durante questo secondo periodo la capitale fu spostata nella città di Yin, alcuni sono più inclini ad identificarne questo secondo stadio col nome di dinastia Yin.

La dinastia Zhou cominciò ad emergere nella valle del Fiume Giallo nel secondo millenio a.C., sviluppandosi e prosperando nei territori ad ovest del regno degli Shang. Il loro potere sembra nascere da un sistema semi-feudale secondo cui era stato assegnato loro il protettorato occidentale. Con il crescere del proprio potere, il sovrano degli Shang, re Wu, combinò le sue forze con quelle di suo fratello, il duca di Zhou, riuscendo così a sconfiggere l’esercito degli Shang. Fu questa la prima volta in cui un sovrano invocò il mandato celeste per legittimare il proprio potere, concetto che fu poi usato senza eccezione da tutte le successive dinastie. Secondo il mandato celeste, i cieli avrebbero benedetto l’autorità di un sovrano giusto, ma si sarebbero adirati contro un sovrano incapace e lo avrebbero punito trasferendo l’autorità a qualcuno più degno.

Il tratto di fondamentale importanza di questo mandato è l’affermazione del fatto che il sovrano non debba necessariamente essere di nobile estrazione per avere diritto al trono, mettendo invece l’accento sulle sue capacità. Importanti future dinastie, quali la dinastia Han e Ming, furono infatti fondate da persone di origine molto modesta. La dinastia Zhou regnò sulla Cina dal 1122 al 256 a.C., ma già verso l’VIII secolo a.C. il suo potere cominciò lentamente a decentralizzarsi a causa della vastità dei suoi possedimenti ed i sovrani fecero sempre più affidamento sui capi locali per mantenere l’ordine. Con il passare del tempo, il potere di questi ultimi crebbe in modo smisurato e crebbero altresì le loro affermazioni di indipendenza dal potere centrale. Questo periodo viene definito dagli storici come “Primavera ed Autunno”, nome che deriva dai famosi omonimi annali che riportano le cronache ufficiali dello Stato di Lu. Col passare del tempo la sudditanza dei capi locali ai sovrani Zhou divenne soltanto formale e, anche sotto la pressione delle incursioni di popolazioni provenienti del nord, il potere dei Zhou si sgretolò pian piano, lasciando il posto ad una nuova realtà fatta di centinaia di piccoli stati in lotta fra loro.

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